Tra realtà e sogno - Caserta, maggio 2005
realizzata dagli studenti dell'I.S.I.S.S. "M. Buonarroti" di Caserta

:: Tema dell'opera ::

"L'unica verità in cui bisogna credere è il sogno" (L. Pirandello).

Oggi più che mai, l'uomo contemporaneo si ritrova a dover fare i conti con l'eterno dualismo realtà-sogno: la realtà dell'infanzia abbandonata e sfruttata a scopi commerciali e il sogno di non dover più rinnovare la tessera dell'eterno club dei farisei. Questo dualismo è ben rappresentato nel dipinto nei due occhi: l'uno aperto e l'altro chiuso.

Ad uno sguardo attento, lo spessore dell'occhio chiuso appare più evidente per testimoniare la difficoltà d'apertura all'altro per paura della condivisione del dolore: vedere, ma non troppo perchè la sofferenza mi porterebbe alla vergogna del mio stato privilegiato. Però, quell'occhio chiuso favorisce il distendersi di una mano gigantesca che fuoriesce dalla roccia scura e vuole essere la mortificazione del debole da parte della cultura dell'avere. Come si vede, la mano quasi schiaccia una fanciulla a lavoro, senza volto, priva di identità, ma che rappresenta un'intera categoria: i milioni di bambini "stritolati"' dal lavoro minorile.

A destra, c'è un fanciullo che trasporta una carriola: il suo sorriso mette in evidenza il cullarsi innocente del sogno, indice di accettazione del suo stato come normale. Al margine le pale, abbandonate in un mucchio di terra rappresentano la sterilità della parola "coscienza" che preferisce il disimpegno all'impegno perchè quest'ultimo implica il lavoro ed il sudore. I palloncini, sulla sinistra sono la vera mortificazione del sogno frustrato dalla realtà. Le catene della schiavitù fissano a terra la leggerezza dell'infanzia perduta, ben lontana dalla libertà della persona (rappresentata dal volo dei gabbiani), dalla libertà di pensiero (la cultura rappresentata dai libri), dalla libertà della fantasia (l'orsetto e la bambola) e dalla liberà del pianto consolatorio (rappresentata dal ciucciotto).

Gli studenti dell'I.S.I.S.S. "M. Buonarroti" di Caserta