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La realtà dietro il velo di Maya - Caserta, maggio
2005
realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico "A. Diaz" di
Caserta
:: Tema dell'opera ::
Molto spesso la realtà ci appare coperta dal velo di Maya; nella
cultura indiana la Dea Maya decise di ricoprire il mondo con un
velo in modo da rendere invisibile all’uomo la realtà. Noi, fino
ad ora, ci siamo cullati in quel velo. E’ venuto il momento di
squarciarlo!
Tre graffi che attraversano la tela trasversalmente strappano
l’ingannevole velo e si aprono come finestre che penetrano nel
mondo, nella vera realtà dell’universo. L’illusoria apparenza del
planisfero, che fa da sfondo al quadro , è squarciata: le
brutture, le storpiature del mondo non hanno più maschere. I due
graffi laterali mettono in luce le contraddizioni insite nella
nostra società: il lusso sfrenato, il benessere eccessivo, la sete
di onnipotenza. A questo si accompagnano volti stanchi, mani
rovinate, corpicini fragili, vite spezzate ancora prima che il
loro fiore sia sbocciato. A separare queste contraddittorie
dimensioni, non millenni, neppure secoli, neppure anni, solo pochi
chilometri di terra o di acqua. L’uomo è l’artefice di tutto ma
con la stessa capacità con la quale è in grado di creare,
parimenti è in grado di distruggere.
La nostra tela testimonia la speranza che, nonostante sia stata
maltrattata, vituperata e rinnegata, continua a nutrire i cuori di
tutti coloro che sono affamati di pace. La speranza è la luce, la
luce di un faro che nell’oscurità di qualunque cammino, guida
verso casa. Nell’aurea luminosa ogni distorsione, ogni negatività
viene annullata. Il potere della luce non può agire ovunque: è
l’uomo che vi si deve rivolgere.
Nel graffio centrale, il più importante, è racchiuso questo
messaggio: il faro domina, imponente, sulla collina ma il suo
fascio luminoso investe solo quelle zone che sono ad esso più
vicine: qui la vegetazione è florida e rigogliosa, le persone sono
ben distinte nei loro tratti somatici. Man mano però che ci si
allontana dalla luce, fonte di vita e di speranza, l’armonia e la
bellezza svaniscono, lasciando il posto alla decadenza, all’usura,
alla negatività del vivere: la vegetazione è diventata quasi
inesistente, gli uomini. A poco a poco, perdono le loro sembianze
trasformandosi in sagome senza volto, senza vita, sfruttate ed
alienate. L’annullamento trova sfogo solo nell’URLO della sagoma
in primo piano, che denuncia la condizione di milioni di
uomini-fantasma, liberando la speranza a cui solo noi possiamo
dare reale consistenza.
Questo è il messaggio implicito dell’orientamento degli squarci,
dal basso verso l’alto per esprimere un’ottimistica e agonista
ascesa, nonché il senso della luce del faro, rivolta verso chi
osserva e contempla: la luce-speranza ci illumina. E’ IL NOSTRO
MOMENTO! NO EXCUSE.
Gli studenti del Liceo Scientifico “A. Diaz” di Caserta
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